Come Mangiare Sano

L’alimentazione sana è come il cane: non si abbandona quando si va in vacanza! Ecco, dopo un anno di lavoro arrivano le tante attese vacanze. E magari arrivano anche dopo un anno di mangiar sano. Quindi come si fa a conciliare la vacanza del corpo con quella dello spirito? All’inizio, anni fa, leggevo attentamente la mia guida e selezionavo i posti in cui potessi mangiare almeno vegetariano. Questa tecnica è durata molto poco: spesso mangiare vegetariano vuol dire, soprattutto nei paesi nordici, patate e formaggi. Sappiamo bene che spesso “mangiare vegetariano” è ben lontano da “mangiare sano”, quindi questa soluzione non funziona. Negli anni successivi mi sono fatta furba e, oltre a cercare dei locali adatti, ho messo a punto un kit di sopravvivenza macrobiotico. Perché mangiare sano anche in vacanza? Hai ragione. Una vacanza è una vacanza, ed è bello rilassarsi sotto tutti i punti di vista. Si stacca la mente, si respira aria nuova, si scoprono nuovi posti e nuovi sapori, si perdono i filtri che ci accompagnano durante la vita lavorativa, ci si lasciano alle spalle problemi e tensioni. Quindi perché costringersi a mangiare sano anche se siamo via?

Scegliere uno o l’altro. Ad esempio, se si sceglie di aggiungere una piccola quantità di formaggio, poi aggiungete alla vostra insalata del limone ed erbe aromatiche al posto dell’olio, quindi o l’uno o l’altro. Se volete un pranzo caldo e abbondante, provate a fare una grande pentola di minestra durante il fine settimana e poi dividetela in contenitori monodose per il pranzo che userete durante la settimana. Questa ricetta è povera di grassi e ricca di sapore. I piselli sono una grande fonte senza carne di proteine. I piselli contengono una buona dose di proteine, 6 grammi circa per 100 gr. In una pentola fate inbiondire un po’ la cipolla, l’aglio e il finocchio. Aggiungete il brodo vegetale e le patate e cuocete fino a rendere gli ingredienti morbidi . Aggiungere il timo, e i piselli cuocere per altri 10 minuti. Spegnere la fiamma e aggiungere il wasabi in polvere e gli altri ingredienti. Lasciate riposare per 5 minuti.

  • Sempre piena di gusto e novità
  • Cucchiaini di peperoncino in polvere (o più se volete)
  • 1 testa di finocchio tritato
  • Pratica e veloce
  • 3 agli tritati

Mangiare sano in ufficio: consigli pratici! Una persona che lavora davanti al computer per 8 ore o più al giorno ha bisogno di massima concentrazione e di essere sazio al punto giusto: mangiare sano in ufficio e avere un’alimentazione equilibrata è quindi un elemento fondamentale. Iniziate la vostra giornata lavorativa con una sana colazione: per recuperare tempo preparate tutto l’occorrente la sera prima. Disponete già le tazze sulla tavola apparecchiata e ritagliatevi una ventina di minuti per consumarla con serenità. Sempre la sera prima preparatevi anche il pasto che può essere “rigenerato”, ovvero riscaldato in ufficio con un semplice forno, o ancora, consumato freddo se siamo in bella stagione. Optate per una pasta ai pomodorini con olio a crudo e un po’ di grana, oppure per delle melanzane o zucchine, o ancora per un piatto unico a base di cereali con piselli o fagioli. La pasta può essere sostituita con il riso, con pasta di farro o di mais, o ancora di khorasan (più comunemente conosciuto come “Kamut”, che è il marchio commerciale).

Il consumo di insetti a fini alimentari è tutt’altro che marginale, visto che circa 2 miliardi di persone nel mondo si sostentano con l’entomofagia. Continuiamo quindi l’intervista a Luigi Ruggeri, fondatore di Microvita, che ci ha raccontato prima di tutto una storia d’impresa (pubblicata su Gravità Zero) ed ora ci ha spiega come ci si può alimentare mangiando insetti. Non è possibile mangiare qualunque insetto, taluni sono tossici. Ma quali sono gli insetti più consumati? Tra gli insetti più mangiati troviamo: grilli, cavallette, tarme della farina, mosca domestica, mosca soldato, termiti, coleotteri, aracnidi. Attualmente in Italia l’allevamento di insetti è consentito come alimento per gli animali (non di allevamento) e per la lotta biologica. Per ogni insetto occorre rispettare la filiera, la tracciabilità, l’HACCP e seguire tutte le procedure prescritte dal Ministero della Sanità, esattamente come si fa per i polli. Probabilmente nel 2018, anche in Italia, gli insetti potranno essere venduti per uso alimentare umano. In Italia a tutt’oggi il ministero della salute ne aveva vietati la vendita perchè prodotti senza una storia significativa di consumo. Ma dal primo gennaio vermi, grilli, bachi da seta, ma anche tarantole, cimici e farfalle, potranno entrare nella nostra dieta. Anche se la sola idea di mangiare gli insetti può causare mal di pancia al solo pensiero, sono un patrimonio alimentare da prendere seriamente in considerazione poichè il loro consumo presenta molti benefici. Contengono infatti una grande quantità di proteine, grassi buoni ed altri elementi nutrizionali. Inoltre in natura sono presenti in grandi varietà e quantità, ma si possono anche allevare facilmente. Quali insetti da mangiare sono più buoni? Senza dimenticare il fatto che sono già parte integrante della dieta di alcune popolazioni del nostro Pianeta, i coleotteri, dato che sono facilmente reperibili, guidano la classifica degli insetti più appetibili come cibo. Seguono lombrichi, api, vespe e formiche, senza dimenticare cavallette, locuste e grilli. Tutti animaletti che generalmente vengono fritti o ridotti in polvere, e pare siano molto gustosi al palato. Gli insetti commestibili all’inizio faranno un pò di fatica ad imporsi nella dieta degli europei e degli italiani.

Un’indagine Doxa commissionata da Coop rivela che cosa si aspettano i cittadini del mondo per gli anni a venire nell’universo dell’alimentazione. La FAO l’aveva già annunciato qualche mese fa: l’unico modo per nutrire il mondo intero è abbandonare braciole e bistecche e imparare ad apprezzare gli insetti. E, a giudicare dai numeri emersi da un sondaggio Coop-Doxa, in molti sono convinti che il futuro dell’alimentazione sarà proprio questo. Cibo di oggi, cibo di domani‘ è il nome della ricerca che ha coinvolto 6.400 persone provenienti da Italia, Stati Uniti, Brasile, Germania, Regno Unito, Cina e India. Da oriente a occidente, insomma, il cibo del futuro sarà a base di insetti e ogm. Sono infatti altissime le percentuali degli intervistati che hanno le idee chiare sul cibo degli anni a venire. Le nuove tecnologie, il crescente inquinamento e la crescita della popolazione sono fattori che avranno sicuramente un forte impatto sulle nostre abitudini alimentari. E anche gli italiani, storicamente legati alla propria cucina, sono pronti a sperimentare nuovi sapori. Nutrirsi di alghe e cibo sintetico? Non è un problema per circa il 75% del campione. E anche gli italiani non disprezzano l’idea del cibo in pillole (ma sono idee che girano già dagli Anni 50, insieme alle macchine volanti), né tantomeno gli insetti. Il 44% del campione tricolore non direbbe di no a un grillo impanato o a un bel sorbetto di larve. L’importante è che il cibo sia sano e salutare. Ma se da una parte si invoca la pillola superproteica, dall’altra ci si aspetta che i supermercati possano ospitare in futuro piccole serre e allevamenti. Una suggestione decisamente in controtendenza rispetto a quella dell’alimentazione sintetica, e che rimanda piuttosto a un idea di cibo sano e a chilometri zero, dal produttore al consumatore.

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