Libri Digitali Scolastici

Scuola Digitale

I libri digitali scolastici sono i libri di testo adottati dalle scuole, uguali in tutto e per tutto a quelli cartacei ma in formato digitale (PDF) ATTENZIONE NON SONO AUDIO LIBRI. Per avere i libri digitali vi dovete procurare le liste dei libri adottati, le quali sono reperibili sui siti delle scuole di ogni ordine e grado, oppure chiederle alle cartolerie dove ordinerete i libri cartacei. Associazione Italiana Dislessia in regola con l’anno in corso (40 €.) gennaio-dicembre. ALLA FINE DELLA REGISTRAZIONE, vi arriverà nella vostra mail il nome utente con password, la password potete poi modificarla a vostro piacere, il nome utente no, (abbiate cura di conservare entrambi per gli anni successivi). Per modificare la password dovete andare nel sito AID e entrare nell’area soci, e procedere al cambio. IMPORTANTE la quota associativa copre da gennaio a dicembre, e non è per anno scolastico, inoltre il rinnovo della tessera annuale è molto più veloce, implica solo il pagamento della quota, il resto rimane tale e quale. Codice ISBN il codice si trova dietro i libri cartacei sono una serie di numeri, li potete trovare nelle liste dei libri che forniscono tutte le scuole nei rispettivi siti, oppure chiederli alle cartolerie dove ordinerete i libri cartacei. Se non fosse chiara la procedura a fondo pagina c’è un video illustrativo. IMPORTANTE: i libri digitali NON sono in formato AUDIO, ma in PDF, ma essendo file aperti e non protetti, sono selezionabili e quindi utilizzabili, con un sistetizzatore vocale, ci si può scrivere sopra per appunti, o per svolgere gli esercizi. Per fare questo è necessario scaricare questo programma questa è una piccola guida all’utilizzo Per la spedizione di solito impiegano pochi giorni, ma è meglio ordinarli il prima possibile, gli ordini verrano evasi in ordine di prenotazione.

P@rblog: marzo 2013

Avevo già segnalato una nuova casa editrice (BBN) che pubblica e-book scolastici. Quindi ben volentieri avevo postato a proposito di BBN, anche in virtù del fatto che pubblica contenuti con licenza Creative Common (e su questo blog, sapete, si segnalano risorse gratuite). Ho letto però in questi giorni che un altro editore ha pubblicato testi digitali. Garamond infatti ha aperto una sezione con alcuni testi per le scuole superiori. Può darsi che anche i colossi, ancora arroccati sulle loro posizioni, siano costretti a rinnovare i cataloghi, a vantaggio degli studenti e del bilancio delle loro famiglie – e forse anche della qualità. Esaminiamo quindi da vicino le caratteristiche e le differenze tra le due offerte. Infatti a prima vista potrebbero apparire concorrenti, ma vedremo che i due editori si muovono in modo diverso. Per prima cosa noto che in entrambi i cataloghi non ci sono ancora molti testi (ma questo è accettabile, essendo novità) e che non ci sono testi in comune (cioè testi della stessa materia per lo stesso corso di studi). BBN: per avere il saggio bisogna scaricare un foglio, compilarlo e spedirlo alla casa editrice, ci arriva il link con la password per scaricare il saggio completo.

Un’applicazione seria della circolare richiederebbe l’introduzione di una figura esperta in editoria digitale, in grado di affiancare docenti e studenti nella fruizione e/o realizzazione dei nuovi testi digitali. E passiamo alla seconda riflessione: lo stato delle nostre scuole. Dunque, i nostri governanti hanno deciso di introdurre i libri digitali, ma per farlo occorrono fondi. Per poter leggere i testi in e-book sono necessari gli strumenti idonei e i nostri geniali amministratori hanno scelto il tablet. E come pensano di acquistarli se, in alcune scuole, non ci sono nemmeno i fondi per la carta igienica? Non sono disfattista, semplicemente preferirei, prima di splendidi proclami, un po’ di realismo. E infine, quale impatto avrà tale decisione sugli studenti? Ma i dati che emergono da Net Children go Mobile, una ricerca finanziata dalla Commissione europea che ha preso in esame l’utilizzo di dispositivi mobili da parte di ragazzi tra i 9 e i 16 anni, dovrebbe farci riflettere. Più della metà, ovvero 3 su 4, di questi giovani utenti, infatti, soffre di un’eccessiva dipendenza da tali strumenti. Inoltre anche numerosi psichiatri tedeschi e studiosi inglesi hanno evidenziato che il rapporto tra teen-ager e tecnologia ha ancora molti punti oscuri che andrebbero approfonditi. E negli Stati Uniti si sono resi conto che utilizzare esclusivamente supporti digitale nella fase di apprendimento penalizza gli studenti nella scrittura: molti giovani americani hanno difficoltà se devono scrivere in corsivo utilizzando la classica penna. Tutte queste riflessioni ci portano a un’ulteriore importante considerazione: l’introduzione dei libri in formato digitale dovrebbe essere solo l’ultimo tassello di un puzzle complesso e armonico. In altri termini, la riforma della scuola andrebbe inserita in un progetto complessivo che prenda in esame tutti gli aspetti del problema. E a me sembra che sinora abbiamo assistito solo a bei proclami che non hanno salde fondamenta. Ma per trarre conclusione definitiva, dovremo attendere almeno giorno ancora, per vedere cosa realmente contiene la tanto annunciata riforma.

Pare proprio che anche con la scuola Matteo Renzi voglia stupirci, lo ha dichiarato in un’intervista al settimanale Tempi. Ma lo stupore non è sempre positivo, a volte si rimane senza parole anche per qualcosa di così negativo, appunto, che ci lascia senza parole. E potrebbe essere questo il caso della riforma della scuola, annunciata nei mesi scorsi dal capo del Governo e al Meeting di Rimini dalla ministra dell’Istruzione Stefania Giannini, che approderà sul tavolo del Consiglio dei Ministri il 29 agosto. Nelle enunciazioni recenti, i punti cardine sono altri (supplenze, meritocrazia, assunzioni, edilizia scolastica) e non si parla di Editoria Digitale, ovvero dell’obbligo per gli Istituti di adottare i testi per l’anno scolastico 2014/2015 in formato digitale o misto. La lettura di questo documento a me che da sempre sostengo l’editoria digitale, ha suscitato qualche perplessità. Iniziamo con l’analfabetismo informatico: chi ha formato il corpo docente per prepararlo a gestire la rivoluzione che arriverà con il prossimo anno scolastico? Annunciare l’introduzione dei libri digitali è semplice, basta preparare un bel documento, ma nella pratica non c’è nulla di immediato né intuitivo. Saper utilizzare o, addirittura “predisporre materiali digitali autonomamente” è difficile se non ci sono le competenze necessarie.

Finora vi abbiamo presentato diverse soluzioni (vedi in basso): il Progetto Gutenberg, Wikisource, Liber Liber, Amazon, IBS, iBooks, Bookrepublic, Ultimabooks e Wattpad. Ma se uno andasse alla ricerca di eBook specifici di letteratura italiana, come fare? Ci sono siti appositamente per questo tipo di libri digitali? Biblioteca della letteratura italiana: è un progetto di Pianetascuola in collaborazione con Einaudi e raccoglie 342 opere di 205 autori, dal Duecento a oggi oltre a tantissime schede su autori e su singole opere. I testi raccolti in questo progetto sono tratti dalla Letteratura Italiana Einaudi in 10 CD-ROM. Si tratta di libri digitali in pdf che, come ben sappiamo, non sono il massimo: ma vista l’abbondanza di materiale non stiamo a sottilizzare. Biblioteca dei classici italiani: è un sito “vecchio stile” ma molto facile da navigare che riporta molti testi della letteratura italiana. I testi sono organizzati per nome dell’autore ma anche per periodi storici. Libri scolastici digitali e lavagne elettroniche hanno fatto il loro ingresso nelle scuole. Dalle elementari fino all’università gli studenti hanno strumenti di lettura digitale per comunicare e studiare. Quali sono vantaggi e svantaggi? I libri scolastici digitali non sono obbligatori in Italia ma già fanno parlare di sè. D’altronde i giovani sono per definizione all’avanguardia con la tecnologia. Passano ore incollati allo schermo di computer e smartphone. Oggi dispongono anche di strumenti per comunicare e studiare. Anche la scuola ha deciso di adeguarsi, vedremo con quali limiti e vantaggi per gli studenti. I libri scolastici digitali fin dalle elementari vengono utilizzati in qualche scuola insieme lavagne digitali, proiettori multimediali e altri sistemi di connessione per favorire i giovani nello studio. E’ giusto rincarare la dose di tecnologia fin da piccoli, o offrire alternative? Ma soprattutto l’abitudine al testo in digitale favorisce lo studio? La preferenza per i libri digitali è un dato di fatto destinato a aumentare anche con l’aiuto della scuola, pronta a investire in nuove tecnologie.

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